Comitato EduChiAmo : Dr Usuelli come mai in Lombardia non si è giunti ad un protocollo unico condiviso da tutte le ATS? Non sarebbe auspicabile che si arrivasse a questo? In generale perché in Italia non si è giunti a definire un protocollo identico per tutte le Regioni, a partire dalle indicazioni dell’ISS?

Michele Usuelli: in Italia l’autonomia delle Regioni rende impossibile realizzare un’interpretazione univoca delle norme di prevenzione previste dall’ISS; la Lombardia in questo rappresenta un’anomalia poiché al suo interno anche le ATS non condividono un unico protocollo.

Obiettivi : a livello Lombardo insistere perché ci sia l’uniformità dei protocolli tra ogni ATS; a livello nazionale proviamo a lavorare in questa direzione sollecitando le Regioni meno virtuose a prendere a modello le altre.

Comitato EduChiAmo: ci può spiegare la situazione dei tamponi? A noi sembra non accettabile che i bambini vengano inviati a fare test per banali raffreddori, cosa che avviene in troppi casi e che sappiamo essere una prassi pericolosa e dannosa per i bambini. Inoltre perché non si utilizzano i tamponi salivari?

Usuelli: condivido che vadano previste prassi differenti perché stanno emergendo sempre più danni ai condotti orofaringei dei bambini dovuti a tamponi invasivi; inoltre anche la sanità pubblica non può supportare il livello di effettuazioni di tamponi che si stanno realizzando e che spesso si rivelano inutili rispetto alla sintomatologia. Possibili soluzioni:

  • È stata presentata in Regione Lombardia una richiesta per l’invio di infermieri nelle scuole in caso di allontanamento di un minore; in questo caso l’infermiere può effettuare un test rapido che mette nelle condizioni di fare una previsione dell’85% sul rischio che il minore allontanato abbia il Covid19 e che di conseguenza la classe vada posta in 40ena; il minore sarà comunque sottoposto a tampone ma in vantaggio è che se il test rapido risulta negativo si ha un riscontro immediato se metter in 40ena o meno la classe.
  • Va richiesto a Regione Lombardia di acquistare TAMPONI PEDIATRICI, cioè con asta flessibile; attualmente vengono utilizzati quelli da adulti anche per i bambini ed è questo che causa i danni principalmente.

Comitato EduChiAmo : 2 domande sulla 40ena; perché un bambino che ha effettuato il tampone con esito negativo deve rientrare con certificato pediatrico?

Usuelli : è importante che ci sia il passaggio dal pediatra in questi casi perché a lui va demandata la responsabilità di supervisione rispetto all’evoluzione della patologia che ha portato alla prescrizione del tampone

Comitato EduChiAmo: a proposito del ruolo dei pediatri le chiediamo di chiarire quale dovrebbe essere il protocollo da seguire,  poiché attualmente i pediatri non visitano i bambini e perché non sia ritenuto valido il ricorso  al pediatra privato

Usuelli : è in fase di emanazione da parte di Regione Lombardia una nuova delibera che consente ai PLS di visitare i bambini, poiché la norma che lo impediva in piena pandemia non ha più senso.

Il certificato pediatrico va previsto solo per riammissioni dovute a sospetto Covid19 a cui ha fatto seguito la richiesta di effettuazione del tampone. Sia che il tampone abbia dato esito posito che negativo è importante che il PLS certifichi il rientro in comunità.

Il pediatra privato non ha un collegamento diretto con le ATS dunque il monitoraggio della casistica non sarebbe gestibile, per questo è necessario che ci sia la presa visione del PLS che è invece costantemente aggiornato ed in contatto con ATS

Comitato EduChiAmo: quindi in tutti gli altri casi i genitori devono rientrare con Autocertificazione? Che informazioni dovrebbe contenere perché gli istituti scolastici siano salvaguardati? Noi vorremmo che fosse specificato il nome del pediatra che ha fatto la diagnosi. Inoltre alcune ATS/ASL hanno scritto che non va richiesta l’autocertificazione ma che basta una dichiarazione del genitore.

Usuelli : l’autocertificazione dovrebbe essere redatta in modo univoco dal Governo e contenere un certo tipo di diciture che sono “io genitore, ho contattato il pediatra che non ha ritenuto di eseguire tampone. Autocertifico che mio figlio non ha più sintomi”.

Comitato EduChiAmo : c’è altro che si può fare per migliorare la situazione? Per esempio noi segnaliamo che la casella mail messa a disposizione di ATS per i quesiti dei Referenti Covid da risposte dopo giorni dalla domanda.

Usuelli : sarebbe importante che il Responsabile Covid scolastico potesse accedere ad un numero telefonico per parlare con ATS, così da avere risposte in tempo reale.